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| Profilo Storico di Capurso |
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- Origini
- La Crescita del Paese
- Medio Evo
- Costruzioni Storiche
- Re del Tempo
- Proprietà Signorile
- Sviluppo delle Arterie Stradali
- Contrade Estramurali
- Santuario della Madonna del Pozzo
- Cimiteri
- Vita nel Paese e Servizi Pubblici
- La Ferrovia e le Costruzion Più Recenti
- Emigrazione ed Immigrazione
- Referenze
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Origini |
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L'origine di Capurso risale probabilmente all'anno 888, quando Bari era
tenuta in possesso da Anjone, principe di Benevento. L'origine del nome
è incerta; alcuni l'attribuiscono al termine latino "locus caprutium",
pascolo di capre, da cui poi Caprusium, e quindi Capursium, il nome
latino di Capurso. |
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Una leggenda popolare invece attribuisce il nome
ad alcuni cacciatori che avendo ucciso un orso, ne seppellirono la
testa sotto una quercia li dove poi sorse Capurso. Di nuovo in latino testa dell'orso
è "caput ursi", da cui poi si pensa derivò Capursium.
Lo stemma del paese si rifà a questa storia mostrando la testa di un orso. |
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La Crescita del Paese |
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Certamente Capurso naque molto piccola, qualche casolare e masseria,
e crebbe lentamente. L'influsso più significativo veniva quando la
popolazione che viveva sul littorale cercava rigugio nel retroterra
in seguito alle continue escursioni di pirati e Saraceni che
saccheggiavano the coste meditteranee in quel periodo. Capurso era un
centro ben stabilito nell'undicesimo secolo come riscontrato in molti
documenti storici che si riferiscono a Capurso. La cittadina crebbe
ad un migliao di persone per il 1500 e poi a circa 5,000 persone per
l'inizio del ventesimo secolo. Capurso contava circa 7,000 persone
dopo la seconda guerra mondiale. Negli ultimi decenni, Capurso
ha raddoppiato la sua popolazione (14,000) con l'influsso
di nuovi abitanti dalla vicina Bari, capoluogo della provincia. |
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Via Pizzoli, nel borgo antico. |
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Medio Evo |
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Durante il Medio Evo Capurso fù cintata di mura (l'antica muraglia)
che racchiudeva quello che ora è il borgo antico. Le mura con fossato
esterno formavano un cerchio continuo con solo due porte, una a levante,
porta della piazza, e l'atra a ponente, porta del lago, uno spiazzo così
chiamato a causa dell'allagamento che ci siformava durante le pioggie.
Le mura furono col tempo assimilate in costruzioni private, ed in alcuni
punti ne rimangono le vestigia. Le due porte furono abbattute
rispettivamente il 1813 ed il 1868. Altri varchi furono poi aperti
nella muraglia per consentire altri accessi al borgo antico. |
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Costruzioni Storiche |
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Il paese antico aveva un castello, ora scomparso, due forni comunali,
una piazza, la Chiesa di S. Antonio Abate (chiesa matrice inizialmente),
ed altre tree chiesette che rivelano il carattere religioso della vita e
fisionomia dell'antico paese. La piccola cappella detta del Purgatorio,
oggi dedicata alla Madonna del Carmine, fù costruita nel 1666. La
chiesetta di S. Antonio di Padova fù costruita sulla vecchia muraglia. |
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Chiesa Madonna del Carmine. |
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Re del Tempo |
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La Chiesa di S. Salvatore fu costruita il 1535 dalla regina Bona Sforza,
poi ridedicata a S. Bernardino, ora chiesa matrice. L'attistante
muraglia fu abbattuta il 1818 per costruire la sagrestia per la chiesa
matrice insieme ad altri locali. Nell'anno 1825 furono costruiti
l'orologio publico e il Re del Tempo, che diventarono col tempo figure
simboliche del paese. L'orologio aveva due campane che suonavano il
passaggio delle ore, mentre la statua di un re barbuto torreggiava
sulla torretta puntanto all'orologio ed il trascorrere delle ore,
quindi Re del Tempo. Il crollo inaspettato
della sagrestia il 21 marzo 1975 distrusse l'orologio ed il Re del Tempo.
La sagrestia fu ricostruita, ma l'orologio ed il Re del Tempo sono
scomparsi nella storia. |
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Re del Tempo. |
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Proprietà Signorile |
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All'epoca medioevale il paese passava di propietà da un signore
all'altro, con assoluti poteri civili e penali sul popolo, che
governavano per volere dei monarchi. Varie famiglie lasciarono il
loro marchio. Va ricordato il dominio della Regina Bona, nata da
Gian Galeazzo Sforza, duca di Milano, e da Isabella d'Aragona,
figlia del re Alfonso e sposata a Sigismondo, re della Polonia,
il 1517. Capurso era uno dei possedimenti della regina, e la sua
signoria produsse varie opere, fra cui la Chiesa Matrice. La storia
di Capurso continuò cosi fino ai tempi napoleonici che misero fine
alle signorie (feudalisimo). |
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Chiesa Matrice. |
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Sviluppo delle Arterie Stradali |
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In tempi antichi Capurso era collegata con Cellamare, Noicattaro,
Triggiano, Carbonara, e Valenzano per via Ognissanti.
Si andava a Bari via Triggiano
e si accedeva a Casamssima attraverso Cellamare. Via Ognissanti
pare che sia una diramazione dell'antica via Appia
costruita dai Romani che attraverso
Egnazia giungeva fino a Brindisi. La costruzione della via Consolare
permise a Capurso di collegarsi direttamente con Bari da un lato
e Casamassima dall'altro lato.
Via Noicattaro fu costruita il 1829, mentre il rettilineo via
Valenzano fu costruito il 1845. |
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Contrade Estramurali |
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Fuori delle originarie muraglie,
il paese aveva le seguenti contrade: Mastracina, Piscino, Santa
Barbara (verso Carbonara), Grottemorgola, Ognissanti (verso Valenzano).
Altre chiese al di fuori dell'antica Capurso includono: la Chiesa
di Santa Maria Ara Coeli, ove ora sorge la Chiesa di S. Francesco;
la Chiesa della Madonna delle Grazie costruita il 1606 alla biforcazione
delle strade per Noicattaro e Cellamare; la Chiesa di S. Carlo
costruita il 1698; la Chiesetta di S. Lorenzo costruita sulla via
via di Noicattaro il 1705; e la Chiesetta di S. Gaetano sulla
collina di Pacifico. Significante fu pure la neviera, sulla strada
di Noicattaro, che serviva ad immagazzinare la neve nei periodi
invernali per poi venderla alla popolazione nei periodi estivi. |
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Chiesa Madonna delle Grazie.
Chiesa St. Gaetano.
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Santuario della Madonna del Pozzo |
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Il folklore vuole che nel 1705
il prete Domenico Tanzella, gravemente ammalato, ebbe un'apparizione
della Madonna e poi guarì completamente dopo aver bevuto acqua dal
pozzo sulla via per Noicattaro come gli era stato detto dalla Madonna.
Qualche tempo dopo, il prete con il fratello ed un altro volsero
indagare su questo miracolo e scesero nel pozzo dove trovarono
un'immagine della Madonna. L'immagine fu collocata in una cappella
che il Tanzella fece costruire li vicino sulla via per Noicattaro.
L'effigie della Madonna, di chiare origini
bizantine, risalente con ogni probalitià all'epoca della fuga dei
monaci basiliani, cacciati dalla furia iconoclastica dell'imperatore
bizantino Leone Isaurico.
La scoperta dell'immagine si sparse nei dintorni con la storia del
suo prodigio. Fedeli cominciarono a venerare l'immagine, e gli
altri miracoli che seguirono crearono un culto per la Madonna del
Pozzo che si sparse per tutto il reale. |
Madonna del Pozzo.
Santuario.
Interno del pozzo.
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Il culto della Madonna
del Pozzo fu affidato all'ordine degli Alcantarini che costruirono
un convento per il 1750, e poi una grande chiesa finita il 1770,
dove ora risiede l'immagine rinvenuta nel pozzo. Il culto della
Madonna contribui' alla notorietà del paese che attrasse nobiltà
ed ecclesiastici da tulla l'Italia ed il mondo. Il 1853, la chiesa
venne insignita Basilica Minore dal Papa Pio IX, ed il pozzo stesso, caduto in
abbandono, fu riabilitato con cappella ed accesso al pozzo stesso
per i pellegrini. Gli avvenimenti connessi con l'Unità d'Italia
a cominciare con il 1861 e per i seguenti decenni furono una bufera
che vide il convento alcantarino passare a mani civili, poi a preti
sotto amministazione civile, ad infine ai Frati Minori, diretti
eredi degli Alcantarini, agli inizi del 1900. Il nuovo secolo
portò altre discordie ed i francescani presero definitivo controllo
del convento il 1967. |
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Cimiteri |
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Capurso ha un vecchio cimitero sulla via di Carbonara allestito
il 1850, ed un nuovo cimitero, più ampio e moderno aperto il 1903.
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Vita nel Paese e Servizi Pubblici |
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La vita del popolo capursese, sotto I signori feudali ed il regno
borbonico era misera. Poche erano le persone che sapevano leggere
e scrivere. Le scuole elementary furono istituite il 1862. Il
tenore di vita durante il 1800 rimase misero e frugale, l'attività
principale era l'agricoltura senza commercio alcuno. L'acqua veniva
fornita a mezzi di pozzi e cisterne. Oltre alla raccolta dell'acqua
il comune pensava alla fornitura della neve nella stagione estiva.
L'illuminazione pubblica era inesistente. L'abitato di sera rimaneva
completamente al buio. Le abitazione erano illuminate dale lucerne
ad olio, dalle candele, e qualche lume a petrolio. Le strade erano
deserte all'inbrunire; non c'erano bar e ritrovi. Il 1869 Capurso
acquistò fanali a petrolio usati dalla citta di Bari per
provvedere illuminazione publica per le strade. Nel 1902 si pensò
di trasformare il sistema di illuminazione sostituendo l'illuminazione
a petrolio con quella a gas acetilene. Nel 1913 si parlave di
illuminazione elettrica che fù poi realizzata finalmente il 1923. |
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Contadino con cavallo e aratro.
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La Ferrovia e le Costruzion Più Recenti |
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La Ferrovia Sud-Est propose di stabilire una linea che collegasse
Bari a Locorondo nel 1883, che passasse per Capurso; i lavori
cominciarono il 1890. Una strade che collegava la stazione ferroviaria
alla piazza principale del paese fu costruita il 1907. La villa
comunale a Largo Madonna del Pozzo fu costruita il 1903, a cui poi
fù aggiunta il 1924 un monumentio ai caduti della Guerra 1915-18.
L'estramurale fù concepita il 1903 per sviare il traffico dal centro
del paese, ma il progetto fù soggetto a molte modifiche e trattative
e venne infine realizzata il 1929 come congiungente del largo villa
con la via Casamassima. L'Acquedotto Pugliese rivoluzionò la vita in
Puglia e quindi anche a Capurso. Furono costruite fontanine pubbliche,
dale quail la popolazione attingeva l'acqua per mezzo di broche,
secchi, e fiaschi. |
Fontana dell'Acquedotto Pugliese.
Costruzioni contemporanee. |
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Il programma di fabbricazione del 1972 ha portato
ad una notevole espansione programmata del paese. Opere contemporanee
includono il macello comunale del 1965 e la nuova sede comunale
dello stesso anno, e l'edificio della Scuola Media. Capurso e diventato
un attiva communità nell'anello urbanistico che si è svilluppato
intorno a Bari negli ultimi decenni. |
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Emigrazione ed Immigrazione |
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Seguendo l'efflusso emigratorio della prima metà del XX secolo,
specie nel secondo dopoguerra, Capursesi sono emigrati in grande numero
cercando lavoro e opportunità in paesi lontani.
New York e Chicago, fra le grandi metropoli del nord america, ospitano larghi gruppi
di emigranti capursesi, che mantengono vive the tradizioni culturali di Capurso, come
pure attivi i vincoli commerciali e culturali con il paese nativo.
La festa della Madonna del Pozzo in Capurso
rimane un'importante appuntamento in Agosto per molti capursesi all'estero.
Uno dei più larghi di questi gruppi è insiedato nella cittadina di Shiller Park
nella suburbia di Chicago. Il gemellaggio fra Shiller Park e Capurso del 1994
contribuì a confermare e rafforzare i vincoli culturali dei Capursesi ora sparsi
nel mondo.
Gli ultimi decenni hanno visto una fenomenale inversione in Capurso con l'emigrazione
che si è trasformata in immigrazione. Si è venuta ad estinguere
l'emigrazione dei capursesi verso paesi esteri negli anni settanta,
mentre un grande numero di baresi hanno cominciato a trasferisi ed insediarsi
in Capurso, in seguito all'esplosiva crescita della regione.
Il salto demografico, con una
popolazione che si è raddoppiata in pochi anni, ha provocato una rapida
evoluzione urbanistica e socio-economica. Zone produtive a carattere industriale
si sono venute a formare lungo la vecchia statale 100, che provvededono lavoro
a centinaia di persone. Capurso è cambiata in questi ultimi
decenni più che nel precedente millenio. |
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Capursesi in Chicago, USA.
Festa della Madonna del Pozzo in Capurso.
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Referenze |
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| [1]. |
Francesco Porcelli, Parliamo di Capurso, A cura del complesso edilizio Borgo S. Michele Arcangelo. |
| [2]. |
Gino Pastore, Racconti Popolari, Tra verità e Invenzioni, Levanti Editori, Bari, 2000. |
| [3]. |
Michele Mariella, La Storia della Madonna del Pozzo, Edizioni LMP, Capurso, 1996. |
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